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Il mio adorato Renzo Pasolini morto in gara a Monza (insieme a Jarno Saarinen) il 28/05/1973; ricordo come fosse ieri al suo funerale con la bici, (avevo 13 anni) in mezzo a fianco dei motociclisti che lo scortavano verso il cimitero in parata. "Ma che con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia con la vita, sia con la morte". (Filippesi 1:20)
L'apostolo Paolo non conosceva i dettagli del piano di Dio per la sua Vita, ma confidava in Lui, sia che questo significasse avere in Lui, sia che questo significasse avere in Lui, sia che questo significasse avere vita, oppure che lo conducesse alla morte. Più tardi disse: "Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere in Cristo, perché è molto meglio; ma, dall'altra, il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi" (versi 23-24). Paolo preferiva la gioia di essere alla presenza di Cristo in cielo, ma a quanto pare pensava che il Signore gli avrebbe permesso di vivere perché sapeva che i Filippesi avevano ancora bisogno di lui. Paolo gioì perché sapeva che, in qualsiasi circostanza, Cristo sarebbe stato esaltato nella sua vita o nella sua morte. Se fosse morto, sarebbe stato giustiziato nel nome di Cristo, e la sua costante fede sarebbe servita come trofeo della grazia di Cristo. A Paolo non importava delle sue difficoltà, dei suoi detrattori e nemmeno della possibilità della sua morte, ma sarebbe continuato a predicare il Vangelo e glorificare il Signore. Come Paolo, caro amico/a, anche tu non conosci i piani specifici di Dio per la tua vita, ma di una cosa hai bisogno di essere certo; nella vita o nella morte, puoi glorificare Cristo?
Penso che per il Paso; la vita e la morte, la viveva come l'Apostolo Paolo, ma su una moto da corsa.
Shalom 🙏