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“Chi sorveglia la sua bocca preserva la propria vita; chi apre troppo le labbra va incontro alla rovina”. (Proverbi 13:3)
Recentemente, un’amica credente, parlando dell’attuale ossessione per le diete alimentari e la passione per la gastronomia, ha affermato: “Sono più preoccupata per quello che esce dalla mia bocca che per quello che vi entra”. Questa sua riflessione fa eco alle parole del Signore Gesù: “Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornificazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l’uomo“ (Matteo 15:18-20). Le parole che pronunciamo, spesso rivelano ciò che pensiamo: occorre dunque imparare a riconoscere e a giudicare i pensieri malsani o malvagi, perché le nostre affermazioni, oltre a disonorare Dio, possono ferire gli altri: “C’è chi, parlando senza riflettere, trafigge come spada“ (Proverbi 12:18). Parole false, ipocrite, maldicenti, feriscono come spade gli altri e noi stessi, e possono mettere altri su delle cattive strade. Se chiediamo a Dio di mettere “una guardia“ alla nostra bocca e di aiutarci a vegliare “sull’uscio“ delle nostre labbra, le nostre parole porteranno pace anziché litigi e offese. Per raggiungere questo risultato avremmo bisogno della luce che ci viene dalla lettura della Bibbia. “ nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuno buona, che edifichi secondo il bisogno, di, affinché conferisca grazia a chi la ascolta“ (Efesini 4:29).
Shalom ❤️
Pace 🙏