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"O Dio, Tu sei il mio Dio, io Ti cerco dall’alba; di Te è assetata l’anima mia, a Te anela il mio corpo languente in arida terra, senz’acqua." (Salmo 63:1)
Paolo, Giacomo e Federico salgono sulle loro mountain bike la mattina molto presto, per una lunga escursione in montagna. Sotto il torrido sole estivo, sono assetati, ma le loro borracce sono oramai vuote. Scorgendo in distanza un paesino, si rincuorano, certi di trovare una fontana pubblica alla quale dissetarsi e approvvigionarsi di acqua fresca. Dalla prima fontana che incontrano, però non esce acqua, e quelle della seconda risulta non potabile. Fortunatamente, che ha assistito alla scena da lontano e ha notato la delusione dei tre amici, propone loro di recarsi a casa sua dove potranno prendersi tutta l’acqua che vorranno, fornendo loro anche le indicazioni sull’itinerario da seguire. Esiste tuttavia un genere di sete molto più intensa di quella provata da questi giovani ciclisti, che nessuna fontana di questo mondo può estinguere. Queste persone sentono bisogno di certezze, di consolazioni, di incoraggiamento, di amore, di speranza o di pace❣️
Ma quali risposte possono trovare attingendo alle “fontane” che offre la società attuale? Nemmeno persone considerate punti di riferimento sociale, come dirigenti politici, filosofi, “guru” o “divi”, possono rispondere a queste attese. Esiste una sola risposta a questi bisogni, una sola sorgente in grado di dissetare la nostra sete spirituale: il Signore Gesù. Egli vuole ancora soddisfare la nostra sete, proponendosi come sorgente viva da cui sgorga un’acqua di vita, la stessa che un giorno ha offerto alla donna samaritana incontrata presso un pozzo, nell’episodio narrato nel quarto Vangelo: “Chi beve dell’acqua che Io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna “.
(Giovanni 4:14)
alleluia❣️
Shalom 🙏