Che Cocktail! La paura rappresenta un "segnale d'allarme" ereditato dai nostri antenati cacciatori, che vivevano continuamente di espedienti per sopravvivere: è quindi un
particolare adattamento neurobiologico per affrontare al meglio situazioni di pericolo, quindiutile per la sopravvivenza;
purtroppo per l'uomo moderno scatta anche in automatico come campanello d'allarme : quindi è una reazione psicofisica che si associa ad una forte emozione di cui rimane traccia indelebile
nella nostra mente (ad es. trauma).
NB: Attraverso lo stile di vita, apprendiamo da piccoli ad avere paura dai genitori e da chi ci circonda, e anche la "giusta reazione" agli eventi avversi è legata all'apprendimento familiare e
sociale (quando l'esperienza è molto precoce diventa difficile da correggere!)
C'è paura e paura: ad es. la paura nella vita quotidiana (es. mancato incidente stradale o mancato naufragio in mare...) o paura che accada qualcosa a qualcuno che amiamo è profondamente diversa
dalla paura "ricercata" come esperienza limite. (sport estremi, corse in moto, auto ecc...)
La paura è spesso legata alla paura di morire, (o situazioni analoghe) ad es. nella mia esperienza molti tossicodipendenti cominciano sfidando il loro limite fisico con assunzione di droghe, nella
speranza vana di poterlo controllare; sotto l'effetto delle droghe sfidano la paura di morire!. La paura - una volta passata - ci fa' sentire piu' vivi (anche per l'adrenalina) ma ci fa' riflettere
sulle cose veramente importanti nella vita!
Dott. Anna Grazia (x blog di Rè)
in Bologna
Adrenalina:
E' un ormone e neurotrasmettitore; secreto della sostanza midollare delle ghiandole surrenali. L'adrenalina, è quella di predisporre l'organismo ad affrontare situazioni di emergenza sul piano
fisico ed emotivo. Quando si determinano condizioni di eccitazione, stress, paura, ansieta' o anche di freddo, l'ipotalamo stimola per via nervosa la sostanza midollare dei surreni a produrre
adrenalina e noradrenalina, i cui livelli nel sangue crescono fino a raggiungere concentrazioni 300 volte superiori a quelle normali. Attraverso il flusso sanguigno, gli ormoni raggiungono
recettori specifici (detti adrenergici) situati nel fegato, nei muscoli scheletrici, nel cuore e nel sistema vascolare, producendo in genere effetti stimolanti, tranne che sul tubo digerente.
La curva della Balena: Acquisto della moto: Bando,(finanziatore) Willy, (venditore) Ivo e Sgamba, (testimoni) Rè,(compratore)
Era la primavera 1977, riuscii acquistare la prima 125 cc KTM (nella foto) merito di Bando che mi presto' i soldi e Willy che aspetto' (doveva ritirare il 250 cc). In estate avevo gia' sotto
controllo il mezzo, sicuro di me in particolare la curva della Balena (il nostro ritrovo estivo) la percorrevo in derapata e uscivo in monoruota, il 10 di agosto 1977 (mi è rimasto stampato in
testa) io e Sgamba dopo che lo avevo accompagnato a Roma in un tour andata e ritorno in auto, tipo rally, a ritirare le sue cose per trasferimento piu' vicino a casa. (in quell'anno era arruolato
nella P.S.) Sgamba guidava l'auto molto bene, non per niente lavorava nella squadra mobile come autista. Arrivati a Rimini, Lasciammo l'auto a casa mia e prendemmo il KTM per andare al ritrovo di
S.G.M. (Barafonda) io volevo fargli "pagare"quello che avevo "subito" con lui in auto quindi partii subito con una prima, seconda e terza in aria, la strada (Via C. Zavagli) è diritta, poi curva di
45°, sulla via Ortigara. Arrivato alla staccata della "Balena", Sgamba mi urlava di andare piano, ma ero troppo sicuro di quello che avevo in mente, (derapata e monoruota) l'adrenalina era
alta - la mia - Sgamba si cacava sotto). Entro in curva, con il colpo d'occhio, vedo tanti amici che sentendo il rumore del nostro arrivo, aspettavano quello che io eseguivo normalmente da solo,
"spalanco il gas" la moto anzichè derapare si impennò in piena curva, e ancora non mi rendevo conto, anzi tenevo aperto perche' mi piaceva la sensazione che stavo provando, (adrenalina) quando la
ruota si appoggiò sull'asfalto rovente, mi resi conto che ero vicino al cordolo del marciapiede dall' altro lato della carreggiata. A quel punto mi attaccai ai freni ma le ruote strisciavano contro
cordolo come incastrate su un binario e non riuscivo cambiare traettoria. Vedevo davanti a me un palo della luce, che si avvicinava, ma ero sicuro di fermarmi prima, mi sbagliavo! Lo centrai in
pieno!. Io e la moto ci fermammo lì con una botta contro il palo con lo sterno, che mi tolse il respiro e subito ebbi una forte senzazione di morte (paura), Sgamba volo' a 20 metri dentro una
giostrina dei bambini, (spenta) non mi veniva più il respiro (causa l'impatto) e la gente cominciava ad accalcarsi ed inveire su di me', Sgamba che fortunatamente non si fece niente venne subito in
mio soccorso cercando di allontanare le persone, arrivo' anche mio padre, dalla spiaggia, sentiva gli urli e grida, quando mi vide, anziche' arrabbiarsi mi difese, infatti stava quasi per scapparci
una rissa tra i miei amici e i turisti che erano stufi delle nostre scorribanbe. A quel punto Sgamba mostro' il tesserino della P.S. (e videro che aveva la pistola di ordinanza) e gli animi si
placarono immediatamente, mentre io steso a terra esanime attendevo l'ambulanza. Quando mi caricarono salì Pioppo, rassicurando mio padre che pote' riprendere il lavoro e ironizzando
con me sul fatto che non mi avrebbero portato all'ospedale ma alla clinica mobile del Dott. Costa. Fortunatamente non avevo nulla di rotto, dopo 3 giorni mi dimisero piu' nuovo di prima,consapevole
che era andata bene e non aproffittare troppo della dea bendata!.
Dedicato al mio grande amico Guglielmo Marconi (Sgamba) che ci ha "lasciato" nel 1997 all'eta' di 38 anni .