Yeshua, Adonai, Vangelo, Cristiani, Evangelisti, Gesù, Bibbia, La Parola di Dio, Chiesa, Amore, Pentecostali.
Nella primavera del 76'; Una sera organizzammo una gara con i nostri motorini nel "circuito" del cimitero. (nel parcheggio dietro lato Rivabella) Dopo varie mance,
in un attimo di riposo cominciammo a sfidarci sul chi avesse avuto il coraggio ad entrare e attraversare il cimitero verso la mezzanotte, (che si stava avvicinando) senza pensarci diedi il mio
assenso e tutti si organizzavano per vedere se veramente sarei entrato all'interno mostrandomi a Guido e Ivano che stavano appostati all'esterno dell'entrata principale. Solo quando ammisi
qualche perplessità, Mauro mi disse: Per me tan le' e curaz... (non ce l'hai il coraggio)
Quella frase mi fece avere una reazione che con un balzo scavalcai il cancello e sorridendo verso gli amici li salutai senza sapere cosa mi sarebbe successo e
sopratutto come avrei reagito io che ho un grandissimo rispetto delle persone scomparse e riposano in pace. Oramai ero dentro e non potevo tirarmi indietro, c'erano quasi tutti. i miei amici che
mi osservavano allibiti e convinti che preso dal panico sarei rimbalzato da loro in fretta e furia...
Iniziai camminando lungo il sentiero asfaltato, poi quando il buio mi coprii iniziai a correre passando attorno alle tombe e pregando un'ave Maria, nonostante la
paura saliva dentro di me', pensando che i morti mi avessero aiutato. Anche perché avrei potuto incontrare il custode,
quindi dovevo dosare le energie anche per una eventuale fuga, ma ad un tratto mi sentii un piede bloccato e caddi a terra sdraiato, il cuore si gelo' e immobile tutto in mezzo alle tombe mi girai
pian piano per vedere chi mi tratteneva, con il pensiero che ero arrivato "al capolinea"... Con il buio pesto e prima di farmela addosso vidi che avevo inciampato in una assa di legno che
delimitava uno scavo di una fossa, allora mi rialzai immediatamente e ripresi a correre più di prima. Arrivai davanti al cancello principale dove mi aspettavano i due amici. (Guido e Ivano)
Pensavo fosse finito "l'incubo" invece per mettermi ancora più paura mi dissero: Ritorna indietro perché abbiamo visto il custode.(per finta) Ripresi a correre infilandomi lungo i sotterranei
pensando al custode che poteva aggirarsi sopra, sino quando arrivai nei pressi dove ero partito e vedevo tutti i miei amici che erano vicini ai finestroni, a quel punto prendendo coscienza
dell'impresa compiuta, presi un carrello scala e salii vicino i finestroni e bussai nel vetro facendo sobbalzare tutti quelli appoggiati al muro e a sua volta si allontanarono tutti impauriti,
mentre io gli urlai: A tan le' e curaz e?... Ahahah!!!
Foto iniziale: Mauro che ha inventato la mitica frase... sopra, una parte di amici in una delle feste private con i nostri Motorini... Alla prossima! Ciao a tutti.